Storia

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Nel cielo color inchiostro le stelle appaiono più luminose

Nata sotto il segno dei pesci nel 1949 a Sassari, Laila Pasini è cresciuta in una classica famiglia a fisarmonica del dopo guerra. Ha trascorso i suoi primi anni tra sette traslochi il più importante dei quali la portò dall’isola al continente, in Polesine, nella terra dei Suoi.

Tra l’instabilità delle mutevoli abitazioni, Laila ha goduto del costante, saldo, rassicurante amore della famiglia e dell’onnipresente nonna con le sue favole, in cui realtà e fantasia s’intrecciavano inestricabilmente. Quando il Re e la Regina partivano per un lungo viaggio, sarebbe che papà e mamma erano andati via anche per un intero giorno, la “principessa” in lacrime veniva consolata dalla nonna: “Sono andati a cercare una meravigliosa collana di gocce d’acqua: quando la troveranno sarà una gioia farla risplendere per un giorno sul petto di ognuno, così che nessuno dovrà più partire ed ogni giorno ci sarà da festeggiare od essere festeggiati.”

Una chimera inseguita per mare e per terra, in paesi e città, tra le stalle e le stelle; tre generazioni di Pasini in viaggio all’insegna della ricerca della fortuna, valorosi come Rinaldo, belle come Angelica, pazzi come Orlando, perennemente impegnati nell’avventura della conquista: gloria, amore, possesso… una collana di gocce d’acqua.

Cammina e cammina nel 1984 Laila scoprì gemme e gioielli, ne conquistò di bellissimi dal più sapiente degli orafi Valenzani e nelle maggiori  fiere del mondo, sia vicino a casa che al di là degli oceani. Al ritorno la meraviglia di offrire ai suoi clienti gioielli come arcobaleni, frammenti di sole cesellati nell’oro, pietre preziose, diamanti incastonati a formare monili affinché dame e cavalieri se ne adornassero con orgoglio e vanità.

La famosa collana di gocce d’acqua conquistata e perduta, comprata e venduta tante volte da non essere più un sogno. Ma … la festa? Dov’è la festa? In ché consiste la festa di ognuno? Nella ricerca o nel successo? Nel cammino o nella meta? Nell’innamoramento o nell’appagamento? Dipende forse dalla capacità di nutrire allegria e speranza dinanzi ad una bottiglia mezza piena o d’incupire l’anima per la stessa bottiglia vuota a metà..

Così un bel giorno la protagonista di questa storia scoprì in una modesta vetrina un misterioso bagliore, scuro e rilucente allo stesso tempo, in pietre di minima caratura e massima sfaccettatura: DIAMANTI NERI!

Tutta la vita aveva pensato al “magnifico” racchiuso in limpide pietre ed ora, grazie ad un taglio inverosimile in passato e reso possibile dalla continua innovazione tecnica, scopriva il misterioso fascino di brillanti come gocce di nero vino. Diamanti di dimensioni minuscole od imponenti con cui comporre gioie dalle diverse fogge: collane delicate come fili d’ombra o importanti come convengono ai sultani.

In Laila scattò la scintilla che trasformò la ricercatrice nella creatrice di una linea di gioielli inediti, eseguiti interamente a mano, che non hanno la pretesa di piacere a tutti: solo a chi se ne innamora, prescindendo dal sesso.

Rispetto ai diamanti tradizionali, l’accessibilità del costo offre agli estimatori della collezione MADE IN ITALY fantasia e versatilità, invenzioni e personalizzazioni sviluppate dalla maestria di abili artigiani: gioielli semplici od importanti seguendo la legge degli accostamenti.

Come una gazza ladra, perennemente attratta da tutto ciò che luccica, sa di aver rubato bagliori alla portata di tutti, destinati a risplendere come solo può la pietra più resistente, il desiderio più duraturo sul tessuto più delicato e prezioso: la pelle.